ATTO DI SUCCESSIONE PER IL COMUNE DI SERINO PDF Stampa E-mail

L'Assemblea degli iscritti del PD di Serino ha deciso di approvare la proposta del Segretario Marcello Rocco sigillando la candidatura a Sindaco del nipote di Gaetano De Feo, avv. Vito Pelosi e alla carica di Consiglieri comunali Vincenzo Ianniello e lo stesso Marcello. Ora facciamo un po’ di chiarezza politica sulla vicenda. Da una compagine partitica non ci si aspetta certo una deliberazione per la candidatura a Sindaco che è componente di un altro partito, tranne che i giochi non siano già stati decisi in altre stanze segrete. La prassi è quella per cui un candidato a Sindaco deve essere concordata tra le parti interessate, tra i vari attori della politica attiva e non da una parte sola. Ma se per i vari Di Zenzo, Pellecchia e Lucano va bene così, contenti loro contenti tutti. Analizziamo invece l'aspetto sociologico della questione. In ogni famiglia, la ragion di diritto lo sancisce, quando i genitori passano a miglior vita, le proprietà vanno ai figli, si espletano le formalità burocratiche, si dividono soldi e proprietà in modo equilibrato e la vita continua a scorrere come sempre, nel ricordo dei propri cari. Per il Comune di Serino sta succedendo una cosa analoga. L'imperatore e il suo primo cavaliere stanno formalizzando la loro successione. Al primo in eredità va la candidatura a Sindaco di Serino, al secondo la carica di vicesindaco in caso di vittoria. Agli altri tocca solo ratificare la successione del potere politico da padre in figlio e da zio a nipote. Già il nepotismo del locale circolo PD è stato da noi denunciato più volte, ma ora si tratta di un nepotismo che tocca anche le sorti di Serino. Come nelle antichissime monarchie storiche, molto prima della ragion di stato e dell’illuminismo, il potere politico passava da padre in figlio e i cittadini di Serino oggi sarebbero semplici NOTAI inconsapevoli, senza onorario e senza guadagni futuri. Il paese andrebbe quindi in successione politicamente come fosse una proprietà medievale o, nella storia contemporanea, nella Corea del Nord. Noi possiamo solo immaginare cosa potrebbe provare un cittadino di Serino dinanzi ad una tale scelta. Diventerebbe inconsapevolmente l’artefice della successione, donerebbe il paese nelle mani di chi, per 10 anni (e per alcuni 20-30 anni) lo ha tristemente prosciugato mettendolo in ginocchio e facendogli perdere potere contrattuale rispetto agli altri Comuni della Campania. Speravamo almeno in un sussulto di indignazione da parte di qualche iscritto nel PD di Serino, una reale presa di coscienza e di posizione, una manifestazione di disappunto contro un nepotismo assoluto. Ci dispiace constatare che ciò non è successo. Ormai si é capito che si sta giungendo al punto più basso della storia di questo paese. Momenti come questi non possono che essere scolpiti nella nostra mente per l'eternità; sicuramente una cosa del genere farà il giro d’Italia in pochi giorni, perché é una notizia troppo rara: due successioni in un'unica lista. Chiudiamo questi nostri pensieri chiedendo rispettosamente e con profonda umanità ai votanti del PD di non cadere nella trappola ideologica architettata da questi successori della politica e di pensare al bene comune, prima che al figlio di Federico Rocco e al nipote di Gaetano De Feo

 

 
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