Opere infrastrutturali: Scuole al primo posto PDF Stampa E-mail

Sono passati più di tre anni dalla pubblicazione del nostro inserto riguardante lo stato dei nostri edifici scolastici dal punto di vista sismico e più di cinque anni dalla consegna dei risultati dello studio di vulnerabilità da parte dei professionisti incaricati al comune di Serino e costato più di centomila euro. In quell’inserto proprio sulla base di questo studio cercammo di accendere i riflettori sul problema dell’inadeguatezza sismica dei nostri plessi scolastici. In questi anni abbiamo organizzato vari incontri e cercato di sensibilizzare il più possibile le famiglie, ma come spesso accade il pericolo non è ben percepito e molte volte si fa il gioco di chi crede che quando si voglia portare alla conoscenza di tutti un problema lo si faccia per visibilità o per strumentalizzazione. Cosa molto più grave è quando a negare l’evidenza è la stessa amministrazione che nonostante fosse a conoscenza prima di Noi della forte vulnerabilità degli edifici non ha mai preso provvedimenti in tal senso, anzi in molti casi ha spesso utilizzato fondi pubblici per interventi di riqualificazione che oltre a non rimediare alle carenze strutturali ha peggiorato in certi versi la situazione. E’ proprio lo studio, ad esempio, a mettere in evidenza come recenti interventi al plesso della scuola Media F. Solimene abbiano impedito ai tecnici di compiere alcune verifiche su degli elementi strutturali. Il problema è che si continua a investire su queste strutture intercettando fondi a pioggia senza nessuna prospettiva. Come abbiamo più volte sottolineato tutti i plessi interessanti dallo studio di vulnerabilità e di cui ci siamo occupati, risalgono agli anni 50-60 quindi oltre a non rispettare le recenti normative in materia di sismicità, risultano bisognose di continui interventi di manutenzione. In molti casi questi interventi diventano necessari per evitare di mettere in pericolo gli occupanti.  E' di qualche anno fa il distacco dal soffitto del plesso di Rivottoli di un pezzo di intonaco che non ha provocato feriti perché fortunatamente si è verificato in orario non scolastico. Il distacco degli intonaci era stato già messo in evidenza nello studio di vulnerabilità non solo per il plesso di Rivottoli ma anche per quello di Sala e i tecnici avevano suggerito di eseguire delle accurate verifiche puntuali, proprio sugli intonaci dei solai. Ma il problema è molto più serio. Lo studio ha classificato tre edifici su quattro a MEDIO ALTO LIVELLO DI VULNERABILITÀ, ovvero a livello 4 su una scala di 5 (vedi grafico). Ecco perché prima di spendere risorse chiunque persona di buon senso si sarebbe chiesto: “Cosa vogliamo farne di queste strutture?” Come avevamo esplicitato nel nostro inserto le strade sono due:

1- Adeguamento strutturale dei plessi esistenti.

2- Costruzione di un nuovo polo scolastico.

Noi, ovviamente facendo le dovute considerazioni, riteniamo più logico percorrere la seconda strada. I motivi sono molti: prima di tutto il costo di realizzazione è paragonabile se non inferiore a quello dell’adeguamento di tutti i plessi. Inoltre individuando in zona centrale il plesso potrebbero concentrarsi altre strutture a supporto. In quello stesso inserto , anche sull’esempio di altri comuni virtuosi, avevamo cercato di quantificarne i costi e individuare le risorse. Noi riteniamo questa una priorità che va affrontata nell’immediato e tutte le azioni future dovranno essere prese in tenendo in considerazione questo problema. I terremoti non si possono prevedere ma la prevenzione, come per le malattie, è fondamentale.

NDL

 
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